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Storia universale del canto, Vol. 2 (of 2)

Note 11 — III.

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Io noterò in proposito la libertà degli antichi, riscontrata nei varj usi dei cantori secondo che loro dettava la natura, libertà confermataci dalle rappresentazioni delle antiche imagini, quali, i cori d’angeli delle pitture Belliniane, ed il famoso bassorilievo dell’imitator di natura Della Robbia, che lascia distinguere il tenore dal basso, dall’atteggiamento differente delle labbra. Vedi anche retro, nelle osservazioni fisiologiche degli antichi, ed ivi a pag. 45 (Parte 1.a), sul dipinto di Robert; e a pag. 296.

E quivi ripeterò un precetto del maestro Albanese, scritto ad una sua allieva nel 1773: «Specialmente nei passaggi la bocca non deve fare movimento alcuno, tocca alla gola d’agire e null’altro. Sopratutto fate bene attenzione che una volta emesso il suono della voce, esso resti lo stesso fino alla fine del passaggio... Cantate senza stento, e secondo naturalezza... tutto ciò che dà nell’esagerato spiace, ed è contrario alla dolcezza del contegno... siate modestamente ardita nel cantare, evitate le smorfie, e rammentatevi che un viso sorridente fa sempre piacere.»

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