Note 110 — CAPITOLO XIII. Della signoria dei tre fratelli Matteo, Barnabò e Galeazzo Visconti.
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Predicando egli, dicesi che propalasse i peccati occulti di quelli della famiglia Beccaria, che ad esso erano stati narrati nel sacramento della penitenza, e specialmente del signor Castellino disse tali cose, che tutto il popolo sedusse ed animò all'esterminio di tutti i Beccaria, e della prole e discendenza loro e de' loro amici, e alla ruina e al saccheggio delle loro case. Ed allora tosto, sena premettere alcun avviso, tutte le case, abitazioni e palagi di essi e dei seguaci loro fece atterrare, e portar via le pietre e venderle, promulgando che ciascun Pavese tenere dovesse quelle pietre sotto il capezzale e a capo del letto, a perpetua memoria, delle furfanterie commesse dai Beccaria.