Note 16 — NOTIZIE DI PIETRO VERRI
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Lettera del principe Kaunitz al ministro plenipotenziario conte di Firmian, dei 21 luglio 1776. — La Società Patriotica era stata istituita sulle basi più liberali. La gran mente dell'immortale ministro di Stato di Maria Teresa era persuasa che un troppo immediato intervento dell'autorità sovrana assidera sovente il vigore de' corpi accademici, per una soverchia soggezione. Perciò ebbe cura che nel piano d'istituzione vi fosse per modo mascherata l'influenza del governo, che vi riuscisse impercettibile. La sua scrupolosa attenzione su quest'oggetto apparrà maggiormente dal seguente paragrafo di una sua lettera degli 11 settembre 1777: «Osservo, dice egli, che il Griselini, nella sua relazione sul libro del Cattaneo, si qualifica come segretario della regia Società Patriotica. Avendo S. M. voluto fare un dono alla nazione di ciò che riguarda la dote per questo stabilimento, ha anche con eguale generosità abdicata da sè qualunque superiorità o vestigio di essa; onde converrà avvertire i conservatori che in ogni occasione, anche dai subalterni, facciano solo annunziare la Società senza qualificarla come regia». Grandi furono i servigi prestati dalla Società Patriotica nei diciotto anni di sua esistenza. Ma tra le infinite e per sempre deplorabili sciagure, cui soggiacque l'Italia dopo il 1796, non è tra l'ultime la cessazione di tutte le società economiche che in essa fiorivano. Questo danno sarebbe pur facilmente riparabile; e già da circa tre anni la Società de Georgofili di Firenze e quella d'Agricoltura di Torino hanno riprese le loro funzioni: e quando vi penseremo noi?