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Storia di Milano, vol. 1

Note 391 — CAPITOLO VII.

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I consoli ed il popolo milanese ai consoli tortonesi e a tutto il popolo salute. — Crediamo essere noto a tutto il romano imperio, che la vostra città, la quale del rimanente con piena confidenza nostra appelleremo contra il diritto e spietatamente quasi del tutto con ingiustizia distrutta, da noi audacemente e con virile animo è stata ristorata, e col sudore vicendevole di tutti i nostri, circondata di mura nuovamente costrutte. Tre insegne cittadinesche adunque a voi mandiamo a perenne memoria della cosa. Una tromba cioè di bronzo, colla quale il popolo sia convocato ad assemblea, il che significa l'incremento della vostra popolazione. Un vessillo bianco colla croce del Signor nostro Gesù Cristo, distinta nel mezzo con colore rosso, il che significa che dalle mani dei nemici, dopo molte e grande angoscie, voi siete stati liberati; e in questo abbiamo voluto che rappresentati fossero il sole e la luna. Il sole indica Milano, la luna Tortona; e come la luna tragge il suo lume dal sole, tutto il suo essere Tortona tragge da Milano. Questi sono i due luminari del mondo, questi i due regni. Mandiamo un suggello, col quale si segnino le vostre carte, il quale contiene due città, Milano e Tortona, indicando che Milano e Tortona sono per tal modo unite, che separare non si possono giammai. Correva l'anno di Cristo 1155, allorchè la città diroccata fu riedificata.

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