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Storia di Milano, vol. 1

Note 375 — CAPITOLO VI.

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Nella prima portata, polli freddi, gambe cotte col vino, e carne porcina fredda; nella seconda, polli ripieni, carne vaccina condita col pepe, e una piccola torta del laveggiuolo; nella terza, polli arrostiti, lombetti col panico (o con pane gratuggiato), e salami.

— Sembrerà alquanto ardita questa traduzione, giacchè nè il Giulini, nè il Verri non attentaronsi ad indicare cosa fossero queste vivande. Io dubitai fin da principio che si dovesse leggere cambar de vino, che si è scritto talvolta in luogo di caneas, come che dicesse canevette, o botticelli. Ma osservo che si parla esclusivamente di cibi, e le parole gambas e gambonos si trovano frequenti nelle nostre carte antiche, indicanti quella parte che la gamba propriamente detta congiunge al piede. La piperata io interpreto condimento col pepe, appoggiato agli antichi scrittori, anzichè vaso da conservare il pepe, come fa il Du Cange. Egli sotto il nome di panitium intende il panico; io amo meglio in questo luogo il pane gratuggiato. Hannovi poi molte ragioni per credere che i nostri padri porcellos plenos nominassero i salami.

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