← Table of contents
Storia di Milano, vol. 1

Note 126 — CAPITOLO III.

Reading edition

Nella propria lingua, cioè nella teutonica, così parlò ai seguaci suoi: Io non sono Burcardo, se non faccio che gli Italiesi tutti si servano di un solo sperone, e per cavalcatura si valgano di cavalle pregne o deformi. Punto non curo la solidità o l'altezza di quel muro; giacchè, col solo gettare la mia lancia, morti precipiterò dal baluardo i nemici.

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings