Note 196 — CAPITOLO XIV. L'EPOPEA DELLA CONQUISTA CAROLINGICA.
Luigi Toccagni translation
I romanzi della cavalleria sono di tre specie: la prima tratta delle imprese degli eroi de' Franchi; la seconda degli eroi bretoni, e la terza degli eroi gaulesi o di Gaula. Infinito è il numero di tali romanzi e in verso e in prosa che l'Italia possiede; poichè, come ognun sa, infiniti furon gli autori che per gran tempo corsero dietro smaniosi a questo genere, appunto come oggidì si corre dietro al genere dei romanzi storici, nè con diversa fortuna, pochissimi essendo nell'uno e nell'altro genere gli ottimi, pochi i buoni, e tutto il resto marame di servili imitatori e di guastamestieri. I primi romanzi nostri del genere cavalleresco sono, s'io ben m'appongo: la Guerra di Troja di Guido Giudice, e il Ciriffo galvaneo, e gli ultimi la Marfisa bizzarra di Carlo Gozzi, e il Ricciardetto ammogliato del conte Luigi Tadini, giovine di straordinario ingegno, che morì sotto le ruine d'un edificio crollato d'improvviso, dinanzi agli occhi della madre! Il Giraldi, il Pigna ed altri autori italiani, trattarono ampiamente questa materia, ma non potremmo additare miglior guida ai nostri lettori, dell'opera dottissima e accuratissima del dottor Giulio Ferrario, col titolo: Storia ed analisi degli antichi romanzi di cavalleria, e dei poemi romanzeschi d'Italia ecc., Milano, 1828. Il Traduttore.