Note 241 — CAPITOLO CXVII.
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Morì tra le braccia di Pietro Aretino, suo segretario, che dopo avere perduto questo suo carissimo padrone, si riparò in Venezia, ove visse lietamente e rispettato della repubblica e da tutti i sovrani d'Europa fin oltre i settant'anni. Al morto Medici fece levare una maschera che poi servì a Tiziano ed al Sansovino per ritrarlo in pittura ed in marmo. Di questo letterato non si è finora indicato il vero merito, sebbene un'ampia vita ne pubblicasse il Mazzucchelli, e tutti coloro ne abbiano estesamente parlato che scrissero delle cose della letteratura italiana. N. d. T.