Note 443 — CAPITOLO CIV.
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È un notabilissimo monumento dell'orrore che inspirava ai Pisani questo giogo straniero, e dell'emigrazione che seguì dopo il suo stabilimento, il registro aperto nel 1566, d'ordine del gran duca Cosimo I, per inscrivervi tutti gl'individui rimasti in Pisa, che potrebbero provare che i loro antenati partecipavano prima del 1494 alla magistratura ed agli onori della città. Comprende tutti i maschi di ogni famiglia, anche i preti, che pure non potevano lasciare discendenza, nè esercitare magistrature; si estende fino alle più basse professioni, e non pertanto non comprende che settecento ventisette nomi; tanto l'emigrazione nel corso di un mezzo secolo aveva scemata la popolazione di una città, capace di tener testa a tutta la Toscana, di una città la di cui lunga e valorosa resistenza aveva richiamata l'attenzione di tutta l'Europa. Trovasi stampato ne' Diplomi Pisani di Flaminio del Borgo in 4.º 1765, p. 433.