Note 379 — CAPITOLO LXXXI.
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Nello stesso tempo che ci fugge la precedente generazione, siamo altresì abbandonati dagli storici che ci hanno fin qui condotti. La Cronica di Bologna, che abbraccia circa quattrocento anni, e che fu continuata da una serie di scrittori quasi sempre contemporanei, finisce col 1471 (t. XVIII, Rer. Ital., p. 240-792). È questa un'istoria popolare, in cui le vociferazioni della città, il prezzo delle derrate, infine tutte le novelle del volgo vi hanno luogo come i più importanti avvenimenti. Pure quando una maggior coltura degli spiriti fece abbandonare questa grossolana maniera di scrivere la storia, si perdette nello stesso tempo uno dei punti di vista sotto il quale presentavansi gli avvenimenti, e si cessò di avere la naturale espressione dei sentimenti del popolo.