Note 59 — CAPITOLO LXXVI.
Reading edition
Uberti Folietae Gen., l. X, p. 600. — P. Bizzarro, l. XII, p. 271. — Agost. Giustiniani, l. V, f. 203. Con questo trattato di pace, e coll'umiliazione dei deputati genovesi incaricati di portare il tributo, Giovanni Bracelli di Sarzana termina la sua storia: De Bello Hispano Libri quinque. Comprende gli avvenimenti dal 1412 al 1444, de' quali l'autore, cancelliere della repubblica di Genova, era stato non solo testimonio, ma autore. È scritta in latino con maggiore eleganza, sebbene con minore ostentazione, che la più gran parte delle storie latine della stessa epoca. Invece di supposti discorsi, di pompose descrizioni, vi si trovano verità ne' sentimenti, aggiustatezza e precisione. Dicesi che il Bracelli si fosse proposto d'imitare i commentarj di Cesare; ma questa pretesa imitazione lo condusse ad una naturale maniera di scrivere. Ho seguita l'edizione d'Hagneau del 1530, in 4.º; ma fu ristampata nel Tesoro di Grevio, t. I, p. 1267-1320.