Note 248 — CAPITOLO LXXIX.
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Pio II scrisse egli stesso sotto il nome di Gobellino i Commentarj della sua vita e del suo pontificato. Li termina coll'ultimo giorno del 1463, alla metà del sesto anno del suo regno, e prima d'intraprendere il viaggio d'Ancona, pel quale fa voti (l. XII, p. 347 ed ultima). Veruno storico di quest'epoca mostra maggiore aggiustatezza di spirito, una più universale conoscenza degli uomini, dei luoghi, delle rivoluzioni, dei governi, una più grand'arte di variare la sua storia, di riepilogare tutto ciò che appartiene ad ogni paese, di mano in mano che li va introducendo sulla scena. Si fa leggere con altrettanto interesse che piacere ed utilità. Si sente costantemente che il pontefice era l'uomo del suo secolo, che aveva le più liberali opinioni, ed era il più istrutto. Il cardinale di Pavia, suo intimo amico, suo confidente, spesso suo solo compagno, consacrò le prime pagine del suo Commentario a raccontare il viaggio e la morte di questo grand'uomo. È uno de' più commoventi tratti di storia ch'io conosca, e dei più degni di figurare in un'epopea. Comment. Jacobi Card. Papiens., l' I, p. 361.