Note 308 — CAPITOLO LXXII.
Reading edition
Antonio di Ripalta, autore degli Annali di Piacenza, dopo avere perduti i suoi beni, i suoi libri e le sue proprie scritture, fu fatto schiavo; ma il suo padrone, il generale delle galere, lo rese libero in vista della sua celebrità letteraria. I suoi figli, dopo essere stati venduti, riuscirono a fuggire. Ann. Piacent., t. XX, p. 896. — Jo. Simonetae, l. X, p. 438. — Cron. di Bologna, t. XVIII, p. 688. Non è già, com'è ben manifesto, attribuibile al solo cristianesimo l'abolizione della schiavitù, poichè non ebbe intero compimento che per la filantropia del 18º secolo.