Note 125 — CAPITOLO LIX.
Reading edition
Eravi ancora l'anno 1423 quando Andrea Biglia scriveva la sua storia, l. I, p. 18. — Marin Sanuto, p. 832. — Brunoro seguì Sigismondo nella sua spedizione d'Italia l'anno 1432. — Petri Russii Fragm. Hist. Senens., t. XX, p. 41. — L'odiosa politica del consiglio dei dieci non può essere paragonata che al suo atroce sistema di procedura criminale. Nel dubbio, credeva di dover punire; e sopra l'indizio d'un delitto facevasi l'assurdo dovere di condannare un accusato malgrado l'intimo convincimento della sua innocenza. Carlo Zeno, il più virtuoso cittadino, il più grand'uomo di Venezia, venne accusato al consiglio dei dieci d'avere ricevuto da Francesco da Carrara quattrocento ducati d'oro; i libri del signore di Padova, ch'erano stati sorpresi, attestavano questo pagamento senza indicarne il titolo. Zeno riconobbe immediatamente d'avere ricevuta tale somma all'epoca indicata. Era, diceva lo Zeno, il pagamento di eguale somma ch'egli aveva prestata al Carrara quando era fuggito da Asti. Tutte le circostanze appoggiavano quest'asserzione, che avrebbe dovuto implicitamente credersi in vista del conosciuto carattere dello Zeno. Veruno de' suoi giudici osava solamente sospettarlo di corruzione; pure lo privarono di tutti gl'impieghi e lo condannarono alla prigionia di due anni, disonorando, per quanto dipendeva da loro, l'uomo che aveva coperto di maggiore gloria il nome Veneziano. Caroli Zeni vita, l. IX, p. 345.