Note 375 — CAPITOLO XXII.
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Tibaldello Zambrasi posto da Dante all'inferno fra i traditori, Canto XXXII; ver. 122, erasi mortalmente inimicato coi Lambertazzi per cagione d'un majale che gli fu tolto. Si fece per più mesi creder pazzo, e risvegliava improvvisamente i suoi concittadini gridando alle armi, o facendo suonare per le strade istrumenti di bronzo. Quando gli ebbe avvezzati a non allarmarsi per verun rumore, introdusse in città i Bolognesi loro nemici. Ghirardacci l. VIII, p. 256.