Note 328 — CAPITOLO XXII.
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Nel medesimo tempo il marchese era stato signore di Cremona, Milano, Brescia, Piacenza, Tortona ed Alessandria. Inoltre come capo di partito godeva di una illimitata autorità a Pavia, Parma, Reggio e Modena. Finalmente, come signore di Milano, le città di Lodi, Como e Novara dipendevano pure da lui. Perdette le signorie di tante città tre anni avanti di morire, senza quasi aver potuto combattere per difenderle. Chron. Placent. t. XVI. p. 476.