Note 282 — CAPITOLO XXI.
Reading edition
Ricord. Malesp. Hist. Fior. c. 178, p. 1000. — Chron. Astense Gugliel. Venturæ c. 6, t. XI, p. 157. — Benevento da san Giorgio Hist. Montisferrati t. XXIII, p. 390. — Chron. Parmen. t. IX, p. 780. — Chron. Placent. t. XVI, p. 473. — Manip. Flor. Galvan. Flam. t. XI, c. 300, p. 693. — Ann. Mediol, c. 36, t. XVI, p. 665. — Giorgio Giulini Memorie ec. l. LV, t. VIII, p. 211. — Campi Crem. Fedele l. III, p. 75. — Gio. Bat. Pigna Stor. de' Princ. d'Este l. III, p. 232. — Ghirardacci Stor. di Bologna l. VII, p. 208. — Sigonius de Regn. Ital. l. XX, p. 1056. Si accusò Buoso di Dovara d'essere stato sedotto dall'oro di Gui di Monforte, e d'avere aperto ai Francesi il passaggio dell'Oglio. Quest'accusa viene confermata da Dante che pone Buoso nell'Inferno fra i traditori C. XXXII, v. 113-117; accusa per altro non giustificata nè dal carattere di Buoso, nè dalla posizione delle armate. Per lo contrario pare che non avesse sufficienti forze per fermare i Francesi.