Note 102 — CAPITOLO XVII.
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È cosa veramente singolare che questo così illustre Italiano, ed il suo intimo confidente Pietro delle Vigne non abbiano avuto luogo tra i sessanta uomini più illustri della nostra Italia; anzi non siasi pur sospettato da chi ne fece la scelta, che potessero aspirare a tanto onore; tale è la forza che anche in questa nostra filosofica età conservano le opinioni di parte, che diressero la penna degli storici nemici degl'imperiali. Ma se si vorrà sottilmente esaminare ciò che a favore delle scienze e delle lettere operarono Federico II, e Pietro delle Vigne, si troverà che l'Italia e l'Europa va loro debitrice del rinnovamento degli studj e di quello spirito filosofico, che a fronte degli sforzi fatti per comprimerlo, incominciò, dopo tale epoca, a fermentare tra gl'Italiani. N. d. T.