Note 7 — CAPITOLO XVI.
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Federico scrisse al clero di Sicilia deplorando la morte di suo figliuolo, e raccomandandolo alle loro preghiere. «Per acerbo che sia il dolore, egli dice, cagionato ai padri dalle trasgressioni dei figliuoli, punto non iscema quello ancora più acerbo, che fa provare la natura, allorchè si perdono.» Petri de Vineis Epist. l. IV, c. I, p. 543.