Note 197 — CAPITOLO XIX.
Reading edition
Questo discorso viene riferito da Leonardo Aretino e forse fu da lui composto. Abbiamo altrove osservato, che in tutti i discorsi solevasi prendere un testo, e che quando si permetteva ad un oratore di parlare gli veniva domandato intorno a quale testo parlerebbe. Racconta il Villani, ma alquanto oscuramente, che Farinata troppo occupato dei grandi interessi della sua patria, per isvolgere ingegnosamente qualche antico testo, propose due proverbi volgari, e questi ancora confusi in maniera l'uno coll'altro, che non presentavano alcun ragionevole significato. Questi proverbi sono: come asino sape, così minuzza rape. Sì va capra zoppa che lupo non la intoppa; ch'egli travolse così: come asino sape sì va capra zoppa, così minuzza rape se lupo non la intoppa. Egli seppe non pertanto farne applicazione al soggetto, come vedesi nello stesso Aretino. I nemici di Firenze come i vili animali citati nel proverbio non sapevano innalzarsi al disopra delle corte loro viste e delle loro miserabili costumanze; zoppicavano ancora dello stesso piede ed erano disposti a nuocere nella stessa maniera che avevano tentato di farlo in altri tempi affatto diversi. Gio. Villani l. VI, c. 82. — Ricordano Malespini c. 170. — Leonardo Aretino l. II.