Note 422 — CAPITOLO VI.
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Qui l'autore con molta dignità accenna quelle rivoluzioni dei governi, che sono il necessario effetto dell'allontanamento loro dalla rispettiva istituzione. Ammessi con Aristotele tre sole qualità di governi, il monarchico, quello degli ottimati ed il democratico, le nazioni non passano giammai dall'uno all'altro di salto, ma bensì provando i mali che accompagnano il corrompimento loro, o la rispettiva sconvenienza al paese ed ai costumi. Perciocchè come una sterile e ristretta regione verrebbe esposta ad insopportabili aggravj se dovesse provvedere allo splendore di regia corte; così in ampio e fertile territorio e tra il lusso e la disuguaglianza infinita delle ricchezze de' privati mal può provare la frugalità repubblicana.