Note 148 — CAPITOLO III.
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Pro remedio animae meæ, e simili, era la più usitata formola con cui i grandi delinquenti colla donazione di poche terre a qualche chiesa o monastero presumevano d'avere ampiamente soddisfatto alla divina ed umana giustizia per gli assassinj commessi nel lungo corso della loro vita; di modo che le più ricche donazioni sono d'ordinario un sicuro testimonio della scellerata memoria del donatore; come le donazioni non meno frequenti propter nimiam sui corporis dulcedinem mihi praestitam fatte dai principi alle loro amiche colla maggiore pubblicità, ne attestano la scostumatezza. N. d. T.