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Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 13

Note 407 — CAPITOLO LXXI.

Davide Bertolotti translation

Flaminio Vacca (V. Montfaucon, p. 155, 156, ed anche pag. 21, in fine della Roma antica del Nardini) e parecchi Romani, doctrina graves, andavano persuasi che i Goti avessero sotterrati in Roma i lor tesori, e prima poi di morire indicati i siti ove gli aveano ascosi, filiis nepotibusque. Lo stesso Vacca narra diversi aneddoti per provare che, ai suoi giorni, alcuni pellegrini, discendenti de' conquistatori goti, dai paesi di là dall'Alpi, venivano a Roma per iscavarne i dintorni, e portarsi via la loro eredità.

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