Note 71 — CAPITOLO LXVIII.
Davide Bertolotti translation
Duca esprime col vocabolo di Kabur il predicato di spregio che i Turchi applicano agl'Infedeli; Leunclavio e i moderni scrivono Giaur. La prima di queste parole, giusta il Ducange (Gloss. graec., t. I, p. 530), viene da Καβουρον, che in greco volgare significa testuggine, «col quale, continua il Ducange, i Turchi voleano indicare un moto retrogrado fuor della fede». Ma sfortunatamente per l'interpretazione del Ducange, Gabur (Bibl. orient., p. 375) non è altra cosa che il vocabolo Gheber, ghebro, che è passato dalla lingua persiana alla turca, ed applicato prima agli adoratori del fuoco, venne appropiato a quei della Croce.