Note 546 — CAPITOLO LXVI.
Davide Bertolotti translation
Le popolazioni delle città latine risero assai del vestire de' Greci, delle lunghe tonache, delle larghe maniche e della barba. L'Imperatore non si distingueva dagli altri che pel colore porporino dell'abito e pel diadema, o tiara, la cui punta andava fregiata di un magnifico diamante (Hody, De Graecis illustribus, p. 31). Un altro spettatore però afferma l'usanza del vestir greco, essere più grave e più degna che non l'italiana (Vespasiano, in vit. Eugen. IV. Muratori, t. XXXV, p. 261).