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Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 11

Note 483 — CAPITOLO LVIII.

Davide Bertolotti translation

La maggior parte degli Storici latini (l'Autore delle Gesta, p. 17; il monaco Roberto, p. 56; Baldric, p. 111; Foulcher di Chartres, p. 392; Giberto, p. 512; Guglielmo di Tiro, l. VI, c. 3, pag. 714; Bernardo il Tesoriere, c. 39, p. 695) nel descrivere l'esercito di Kerboga si limitano alle espressioni vaghe di infinita multitudo, immensum agmen, innumerae copiae o gentes, che combinano coll'altre μετα ανοριθμητων χιλιαδων, innumerabili migliaia di migliaia, di Anna Comnena (Alexias, l. XI, p. 318-320). Alberto d'Aix fa sommare il numero de' Turchi a dugentomila uomini di cavalleria (l. IV, c. 10, p. 242), e Radolfo a quattrocentomila (c. 72, p. 309).

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