Note 287 — CAPITOLO LVI.
Davide Bertolotti translation
Ne manca qui il soccorso del Cinnamo, e ci vediamo ridotti a Niceta (Andronico, l. I, c. 7, 8, 9, l. II, c. 1, Isacco l'Angelo, l. I, c. 1-4) che diviene un contemporaneo di molto peso. Avendo egli scritto dopo la caduta dell'Imperatore e dell'Impero non è trascorso in adulazioni: ma il disastro di Costantinopoli inacerbisce la sua nimistà contro i Latini. Noterò qui ad onore della letteratura che Eustazio, arcivescovo di Tessalonica, il famoso comentatore di Omero, ricusò di abbandonare il suo gregge.