Note 54 — CAPITOLO LIV.
Davide Bertolotti translation
È noto a' dotti, che i teologi e filosofi, detti scolastici dal secolo duodecimo, e dopo, movevano nelle scuole sottili quistioni, che sostenevano furiosamente con forme sillogistiche, e con vane parole da essi adoperate invece di ragionamenti. Facevano una moltitudine di definizioni, e distinzioni, sostenevano pertinacemente una ridicola guerra di sillogismi, senza avere bene spesso cognizioni, e idee positive della materia che trattavano, e dopo una lunga scena, i questionanti stanchi dal combattere, ma nè vinti, nè vincitori, nulla avevano imparato, e concluso. La Logica e la Filosofia d'oggidì, dopo i Loke, i Baconi, i d'Alembert, i Condillac, sommi uomini, fondate sull'osservazione, sull'esperienza, su i fatti, sul retto uso della ragione, sull'analisi della cose, e delle idee, mandò in dileguo la Scolastica. Quanto ai Padri della Chiesa, ve ne furono alcuni le cui opinioni furono condannate, per esempio Origene e Tertuliano, dai Concilj, e perciò se taluno di loro prepararono alcune sottili quistioni, non è questo un appoggio a' dottori protestanti, per non conformarsi alle spiegazioni, e decisioni de' Concilj. (Nota di N. N.)