Note 658 — CAPITOLO LIII.
Davide Bertolotti translation
Ου μεν αλλα και Λατινικη λεξις και φρασις εις επι τους νομους κρυπτουσα τους συνειναι ταυτην μη δυναμενους ισχυρους απετειχιξε Non certamente anche una frase e dizione latina ascondendo le leggi rendette bravi quelli che non potevano averla familiare (Matth. Blastares, Hist. jur., apud. Fabric., Bibl. graec., t. XII, p. 369). Il Codice e le Pandette furono tradotte ai tempi di Giustiniano (p. 358-366). Fu Taleleo che pubblicò la versione delle Pandette. Teofilo, uno de' tre primi giureconsulti a cui Giustiniano commise questo lavoro, ha lasciato una parafrasi elegante ma prolissa dell'Instituta. Giuliano per altro (A. D. 570) CXX Novellas graecas eleganti latinitate donavit (Eineccio, Hist. J. R., p. 396), per uso dell'Italia e dell'Affrica.