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Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 10

Note 445 — CAPITOLO LII.

Davide Bertolotti translation

Και εκωλυσε γραφεσθαι ελληνισι τους δημοσιους των λογοθεσιων κωδικας, αλλ’Αραβιοις αυτα παρασεμαινεσθαι χωρις των ψηφων, επνδη αδυνατον τη εκεινων γλωσση μοναδα, η δυαδα, η τριαδα η οκτω ημισυ η τρια γραφεσθαι, e proibì di scrivere in greco i registri pubblici dei conti, ma d'indicarli in lettere arabe separatamente, poichè era impossibile scrivere l'unità, la dualità, il terno, l'otto e mezzo, o il tre in quella lingua. (Teofane, Chronograph., p. 314). Questo difetto, se v'era realmente, avrà stimolato gli Arabi ad inventare, o a pigliare in prestito un altro metodo.

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