← Table of contents
Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 10

Note 444 — CAPITOLO LII.

Davide Bertolotti translation

Elmacin, che pone il conio delle monete arabe (A. E. 76, A. D. 695) cinque o sei anni più tardi che gli storici greci, ha confrontato il peso del dinaro d'oro, del maggiore e del comune prezzo, colla dramma o dirhem d'Egitto (p. 77), equivalente a circa due pennies 48 grani del peso inglese (Hooper's Inquiry into ancient measures, p. 24-36), o a circa otto scellini. Si può conchiudere, attenendosi ad Elmacin e ai medici arabi, che v'erano dinari anche del valore di due dirhem, e altri che non valevano che un mezzo dirhem. La moneta d'argento era il dirhem in peso e in valore; ma una bellissima, ancorchè antica, coniata a Waset (A. E. 88), e conservata nella biblioteca Bodleiana, è di quattro grani inferiore al campione del Cairo (V. l'Histoire universelle moderne, t. I, p. 548 della traduzione francese).

Explore with AITake your curiosity a little further.

Reading settings