Note 508 — CAPITOLO LII.
Davide Bertolotti translation
Il dottor Watson (Elements of chemistry, v. I, p. 17 ec.) consente che i progressi degli Arabi nella chimica erano veramente opera loro: egli cita non ostante la modesta confessione del celebre Geber, scrittore del nono secolo (d'Herbelot p. 387), il quale diceva d'aver ricavato dagli antichi Saggi la maggior parte delle sue cognizioni, forse sulla trasmutazione de' metalli. Qual che fosse l'origine o la vastità del loro sapere, sembra che le arti della chimica e dell'alchimia fossero diffuse nell'Egitto tre secoli almeno prima di Maometto (Wotton's Reflections, p. 121-133; Paw, Recherches sur les Egyptiens et sur les Chinois, t. I, p. 376-429).