Note 293 — CAPITOLO LI.
Davide Bertolotti translation
Stando ai calcoli esatti del d'Anville (Dissert. sur l'ancienne Jérusalem, pag. 42-54), la moschea d'Omar, che fu ampliata ed abbellita dai Califfi suoi successori, ingombrava, sul terreno dell'antico tempio di Salomone (παλαιον του μεγαλου ναου δαπεδον l'antico pavimento del gran tempio, dice Foca) uno spazio lungo duecento quindici, e largo centosettantadue tese. Il geografo di Nubia asserisce che questo magnifico edifizio per estensione e bellezza non era vinto che dalla gran moschea di Cordova (p. 113), dal signor Swinburne rappresentata con tanta eleganza qual è presentemente (Travels into Spain, p. 296-302).