Note 285 — CAPITOLO LI.
Davide Bertolotti translation
Teofane, dopo avere deplorato i peccati de' Cristiani, soggiunge: (Cronogr. pag. 276): ανεση ὀ ερημικος Αμαληκ τυπτωκ ημας τον λαον του Χριςου, και γινεται πρωτη φοραπτωσις του Ρωμαικου σρατου η κατα το Ταβιθαν λεγω. Και Ιερμουκαν και την αθεσμον αιματοχυσιαν venne a zuffa Amalek del deserto battendo noi che siamo il popolo di Cristo, e questa prima battaglia fu la rotta dell'esercito romano seguìta presso Tabita (vuol forse parlare di Aiznadin?), e l'altra presso Yermuk con enorme strage. — La sua narrazione è breve ed oscura; ma attribuisse la vittoria dei Musulmani alla superiorità del numero, al vento contrario, e ai nembi di polvere: μη δυνηθεντς αντηπροσωπησαι εχθροις δια τον κονιορτον ηττωνται και εαυτους βαλλοντες εις τας στενοδους Ιερμσχθου ποταμου εκει απωλοντο αρδην, e non potendo (i Romani) star a fronte de' nemici a cagion della polvere, erano debellati, e cacciando sè stessi nei guadi angusti del fiume dell'Yermuk, quivi annegati perivano.