Note 219 — CAPITOLO LI.
Davide Bertolotti translation
Tabari, o Al-Tabari, nativo del Taborestan, famoso Imano di Bagdad, e il Tito Livio degli Arabi, terminò la sua storia generale l'anno 302 dell'Egira (A. D. 914). Sollecitato da' suoi amici, ridusse la sua Opera di trentamila fogli a più discreta misura; ma non si conosce l'originale Arabo che per le versioni fattene in lingua Persiana e Turca. Dicesi che la storia de' Saraceni, di Ebu-Amir o Elmacin, sia un ristretto della grande storia di Tabari. (Ockley, Hist. of the Saracens, vol. II, Prefazione, pag. 39, e Lista degli autori, di d'Herbelot, p. 866, 870, 1014).