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Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 09

Note 52 — CAPITOLO XLVII.

Davide Bertolotti translation

Posso citare il giudizioso Basnagio (ad. t. I, Variar. Lection. Canisii in praefat., c. 2, p. 11-23) e La Croze, dotto universale (Christianisme des Indes, t. I, p. 16-20, de l'Ethiopie, p. 26, 27; Thesaur. epist. p. 176, ec., 283-285). Il suo libero parere su questo punto è confermato da quello de' suoi amici, Iablonski (Thesaur. epist. t. I, p. 193-201), Mosemio (id. p. 304, Nestorium crimine caruisse est et mea sententia); e non sarebbe agevol cosa trovare tre giudici più rispettabili. Assemani, pieno di sapere, ma ligio modestamente alle autorità, a gran pena può scoprire (Bibliot. orient. t. IV, p. 190-224) il delitto e l'errore dei Nestoriani.

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