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Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 09

Note 10 — CAPITOLO XLVII.

Davide Bertolotti translation

È molto verosimile, che fosse in ebraico e in siriaco il primo degli Evangeli fatto per gli Ebrei che abbracciavano il cristianesimo. Papia, Ireneo, Origene, S. Girolamo e altri Padri attestano questa cosa. I Cattolici non osano dubitarne, e fra i Protestanti Casaubono, Grozio, ed Isacco Vossio opinano così. Ma è certo altrettanto che questo Evangelo ebraico di S. Matteo non sussiste più,[*] e si può darne colpa allo zelo e alla fedeltà delle primitive Chiese, che preferirono la versione, quantunque non autorevolmente approvata, d'un greco anonimo. Erasmo e i suoi discepoli, che s'attengono al testo greco che ne rimane, come ad Evangelo originale, si privano da se stessi della testimonianza che lo dichiara opera d'un Apostolo. Vedasi Simon (Hist. critique, t. III, c. 5-9, p. 47-101) e i Prolegomeni di Mill e di Werstein sul Nuovo Testamento.

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