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Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 09

Note 223 — CAPITOLO XLIX.

Davide Bertolotti translation

Se la sollevazione d'Italia contro il suo legittimo sovrano, cagionata dall'Iconoclastia, diede occasione, agli abitanti di Roma e delle vicine terre di darsi volontariamente a Gregorio II, e di considerarlo suo principe, onde quest'atto può riguardarsi il primo dei molti avvenimenti che determinarono ne' Papi potestà, e indi sovranità temporale, bisogna per altro aggiungere, e confessare, che lo stesso Gregorio II s'adoperò scrivendo ad Orso, Doge di Venezia, acciocchè l'Esarcato di Ravenna invaso dai Longobardi nel tempo della ribellione pel decreto dell'Imperatore Leone contro il culto delle Immagini rimanesse sotto il dominio dell'Imperatore stesso; Quia peccato faciente Ravennatum civitas quae caput est omnium a nec dicenda gente longobardorum capta est, et filius noster eximius D. Exarchus apud Venetias moratur (ut cognovimus) debeat Nobilitas tua ei adhaerere, et cum eo nostra vice pariter decertare, ut ad pristinum statum sanctae reipubblicae in Imperiali servitio ipsa revocetur Ravennatum civitas etc. Epistola Gregorj II. Labbe T. 8. p. 177 ad Ursum Ducem Venetiarum. E la Repubblica di Venezia obbedendo al papa, potente in que' giorni anche nelle cose politiche, e civili, rimise con un'armata Paolo Esarca, per l'Imperatore, nel governo di Ravenna siccome ci documenta il Sigonio, Lectis litteris Veneti autoritatem Pontificis secuti Paulum summa ope adjuvandum decreverunt Sigonius de Regno Italiae, l. 3.

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