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Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 09

Note 198 — CAPITOLO XLIX.

Davide Bertolotti translation

Quando si studiano gli annalisti, messi da un lato i miracoli e le contraddizioni, si giudica che dall'anno 300 avea la città di Paneade, in Palestina, un gruppo di bronzo, rappresentante un gran personaggio, avviluppato in un mantello, ed una donna a' suoi piedi che gli attestava la propria gratitudine, o gl'indirizzava suppliche; e leggevasi per avventura sul piedestallo τω Σωτηρι, τω ευεργετη, al salvatore, al benefattore. Supponevano i cristiani pazzamente, che un tal gruppo rappresentasse Gesù Cristo, e la povera donna ch'egli avesse guarito d'un flusso di sangue. (Eusebio, VII, 18; Filostorgio VII, 3, ec.). Il Signor di Beausobre con più ragione congettura, che quella statua rappresentava il filosofo Apollonio o l'Imperatore Vespasiano: in quest'ultima supposizione la donna è una città, una provincia, o forse la regina Berenice. Biblioth. germ. XIII, p. 192.

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