Note 558 — CAPITOLO XLVI.
Davide Bertolotti translation
Giorgio di Pisidia (Acroas. II, 10, p. 8) ha determinato questo punto sì importante sulle porte della Siria e della Cilicia. Senofonte che era, dieci secoli prima, passato di là, ne fa la descrizione coll'ordinaria sua eleganza. Una gola, della larghezza di tre stadii, circondata da rupi alte e fatte a picco (πετραι ηλιβαται) da un lato, e dall'altro dal Mediterraneo; in ciascheduna delle sue estremità veniva chiusa da due grosse porte inaccessibili dalla parte di terra (παρελθειου ουκ ηκ βια) ma accessibili dalla parte del mare (Retr. des dix mille, l. 15, p. 35, 36 colla dissertazione geografica di Hutchinson, p. 6). Le due porte erano alla distanza di trentacinque parasanghe o leghe da Tarso (Ibid., l. I, p. 33, 341), e di otto o dieci da Antiochia, (si confronti l'Itinerario di Wesseling, p. 580, 581; l'Index geographique di Schultens, ad calcem vit. Saladen., p. 9, Voyage en Turquie et en Perse, di Otter. t. I, p. 78, 79).