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Storia della decadenza e rovina dell'impero romano, volume 05

Note 686 — RIFLESSIONI D'IGNOTO AUTORE SOPRA I CAPITOLI XXVI, XXVII E XXVIII

Davide Bertolotti translation

Neppur questo elogio è senza eccezione. Nel N. 1. intende di dir solamente, che tal'era l'indole naturale di Gregorio, quando non era infiammata o indurita dallo zelo religioso. Il fondamento dell'eccezione è l'esortazione fatta a Nettadio di perseguitare gli Eretici di Costantinopoli. Perchè dunque non citare nè le parole, nè il luogo? La ragione è patente. Perchè tutta la persecuzione doveva consistere in pregare l'Imperatore a non permettere, che gli Apollinaristi colla loro libertà di predicare, e con la loro licenza rovesciassero un domma fondamentale. Vedi la Lett. a Nettar. indic. col tit. di Orazione 46. La mansuetudine di S. Gregorio verso gli Eretici è sorprendente. Vedi la sua Ep. 81. e Tillem. nella sua vita art. 67.

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