Note 304 — CAPITOLO XXI. (continued 2)
Davide Bertolotti translation
Nel puro linguaggio della Jonia e d'Atene Ειδωλον, e Λατρεια eran parole antiche e famigliari. La prima esprimeva una somiglianza, un'apparizione, (Omero Odiss. XI. 601.) una rappresentazione, un'immagine creata o dalla fantasia o dall'arte. La seconda indicava ogni specie di servizio o di schiavitù. Gli Ebrei dell'Egitto, che tradussero la Scrittura dall'Ebraico, ristrinsero l'uso di queste parole (Exod. XX. 4. 5) al culto religioso d'un'immagine. Gli Scrittori Sacri ed Ecclesiastici hanno adottato questo particolar linguaggio degli Ellenisti, o Greci Ebrei, e si è data la taccia d'idolatria Ειδωλολατρεια a quella visibile ed abbietta specie di superstizione, che alcune Sette del Cristianesimo non dovrebbero esser così corrive ad imputare ai politeisti della Grecia e di Roma.