Note 36 — CAPITOLO XVI.
Davide Bertolotti translation
Il passo risguardante Gesù Cristo, che fu inserito nel testo di Gioseffo tra il tempo d'Origene o quello d'Eusebio, può somministrare un esempio di non volgar falsità. Si riferiscono distintamente l'esecuzione delle profezie, le virtù, i miracoli, e la risurrezione di Gesù. Gioseffo riconosce, ch'egli era il Messia, e dubita se debba chiamarlo un uomo. Se potesse rimaner qualche dubbio intorno quel celebre passo, il lettore può esaminare le argute obbiezioni di le Fevre (Havercamp. Joseph. tom. II. p. 267-273), l'elaborata risposta di Daubuz (p. 187-232) e la maestrevol replica (Biblioth. Ant. L. Mod. t. VII. p. 237-288) di un critico anonimo ch'io credo essere il dotto Ab. di Longuerue.