Note 650 — CAPITOLO IX.
Davide Bertolotti translation
Tacit. Germ. II 19. Litterarum secreta viri pariter ac foeminae ignorant. Possiam contentarci di questa decisiva autorità, senza entrare nelle oscure dispute concernenti l'antichità dei caratteri Runici. Il dotto Celsio, svezzese, letterato e filosofo, era d'opinione che quei caratteri altro non fossero che lettere romane, con le curve cangiate in linee rette per la facilità dell'incisione. Ved. Pelloutier Stor. dei Celti l. II c. 11. Dictionnaire Diplomat. tom. I. p. 223. Possiamo aggiugnere che le più antiche iscrizioni runiche si credono essere del terzo secolo, ed il più antico Scrittore che le rammenti, è Venanzio Fortunato (Carmen. VII 18) il quale viveva verso la fine del sesto secolo.