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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 4/8

Note 29 — LIBRO SETTIMO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO UNDECIMO.

Renato Manzato translation

La Cronica di Farfa nomina spesso, da dopo il secolo undecimo, i Conti dei Marsi. Erano franchi, e favoleggiando si facevano derivare da Berardo o Bernardo primo re d’Italia, nipote di Carlo magno. Portavano per loro stemma sei verdi monti in campo d’oro. Vedi Mutius Phoebonius, Historiae Marsorum, Napoli 1678; Corsignani, Reggia Marsicana, Napoli 1737 (lib. II, 262); e Antinori, Memorie Storiche degli Abruzzi, Napoli 1781. La terra de’ Marsi antichi, detta in prima Valeria, indi Abruzzo, apparteneva al ducato di Spoleto. — I Comites Campaniae datano già dal tempo di Alberico; intorno al 1010 Amato era Comes Campaniae (Reg. Farf., n. 649). La sua famiglia s’imparentò con quella dei Crescenzî, chè suo figlio Gregorio sposò Maroza, figlia di Ottaviano e di Rogata (testamento di Maroza del Novembre 1056, dov’ella lega a Farfa i suoi beni positas in comitatu campaniae: Reg. Farf., n. 960). — V’erano Conti di Tuscana, di Civitavecchia, di Civita Castellana, di Galeria, dove, nel 1027, Comes era Johannes Tocco (Marini, n. 45).

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