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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 4/8

Note 284 — LIBRO SETTIMO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO UNDECIMO. (continued 4)

Renato Manzato translation

Card. Arag., p. 313: Domo Capitolina, et Leoniana civitate destructa, vale faciens Romanis, cum eodem Guiberto non sine multo rubore aufugit; e così narrano Amalr., Auger., Ptolom. Lucensis e il Dandolo, venuti più tardi, che attinsero tutti da Bonizone — P. Bernried nulla dice della lotta sostenuta da Enrico per impadronirsi di Roma, nulla di Matilde, che nomina una sola volta, nulla del Guiscardo: se non fosse poi stato il Biografo di Gregorio! — Pietro Diacono, III, c. 53, racconta che Enrico andò a Civita Castellana. La Chronique de Robert Viscart, II, c. 6: Et puiz que li empéreor de Rome sot sanz doute que venoit lo duc, pour la fausseté de li Romain, qui jamoiz non sont ferme à lor signor — ot grant paor et se parti de Rome. — La data della partenza è notata dagli Annal. Cavenses e dal Chron. Fossae Novae, che si copiano a vicenda: H. rex a Romanis intromissus Romam 12 Kal. Aprilis, et stetit usque 12 Kal. Junii. Et venit Robertus dux. — Ai 23 di Maggio è data una carta pel duomo di Pisa, da Sutri: Böhmer, n 1908.

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