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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 4/8

Note 249 — LIBRO SETTIMO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO UNDECIMO. (continued 4)

Renato Manzato translation

Sinodo di Marzo del 1078: Excommunicamus omnes Northmannos, qui invadere terram s. Petri laborant, videlicet Marciam Firmanam, Ducatum Spoletanum, et eos qui Beneventum obsident, et qui invadere et depraedari nituntur Campaniam, et Maritima, atque Sabinos, nec non et qui tentant Urbem Romanam confundere. Similmente nel Sinodo di Marzo del 1080, dove vi si aggiunge eziandio il comitatus tiburtinus (Pandolfo Pisano, p. 310). Il lungo registro degli scomunicati da Gregorio è repugnante a leggersi. Del continuo malediva uomini nel corpo e nell’anima: Et non solum in spiritu, verum etiam in corpore, et omni prosperitate hujus vitae apostolica potestate innodamus; così sonava la formola. Tutto il mondo coperse egli di maledizione, chè uno scomunicato doveva scansarsi come un appestato. Perciò dovette promulgare statuizioni più miti; si eccettuarono donne, fanciulli, schiavi, servitori; ed ai pellegrini fu concesso di comperare viveri nelle terre di scomunicati. Quel tempo ha per noi, uomini di oggidì, qualche cosa di strano, come se leggessimo di cose egiziane.

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