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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 4/8

Note 414 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO.

Renato Manzato translation

Fuor di Donizone, in alcuni versi di concetto indeterminato, e di Pietro Diacono (III, c. 49), in una fugace considerazione, nessun contemporaneo fece nota di questa donazione, della quale d’altronde non si può muover dubbio. Petr. Diacon., ann. 1077 — Mathilda comitissa — Henrici imp. exercitum timens Liguriam (così puranco chiamavasi la Lombardia) et Tusciam provincias Gregorio papae et R. E. devotissime obtulit. Unde inprimis causa seminandi inter pontificem et imp. odii initium fuit. — Il documento della donazione fu stampato in prima dal Leibnitz, Rer. Brunsw., I, 687, indi diligentissimamente dal Cenni (Mon., II, 238), che lo trasse da Albino e da Cencio, e lo illustrò con una dissertazione di aridissima erudizione. L’originale non esiste, ma nelle cripte del Vaticano si conserva il suo frammento marmoreo, chè la donazione fu incisa in una lapide, e questa collocata nel san Pietro. L’importante frammento fu ricomposto egregiamente dal Sarti e dal Settele (App. a Dionisio, Sacrar. Vat. Basilicae Criptar. Monum., Tab. VII). Il Sarti crede che la inscrizione in marmo abbia servito di originale non soltanto al codice di Albino (è nella biblioteca Ottoboni), ma a tutti gli altri esemplari di scritto.

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