Note 413 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO.
Renato Manzato translation
Le terre di Matilde erano state per la massima parte già comprese nella donazione di Pipino. Da dopo di Carlo la Chiesa pretese a Spoleto, ed al tempo de’ Carolingi possedette la Tuscia romana, ma questa nel secolo decimo fu per la maggior parte congiunta al Margraviato di Toscana. Corneto e Tuscana appartenevano omai all’Impero, dacchè i Margravî e Matilde, o loro Missi, tennero dei Placita in quelle terre. Reg. Farf., n. 579 e n. 799: in castello et turre de Corgnito in finibus maritimanis territorii et comitatus Tuscanensis. Anche Civitavecchia fu soggetta al governo di Goffredo di Toscana (Annovazzi, Storia di Civitavecchia, Roma, 1853, cap. II, 224). Soltanto nel secolo decimoquarto si usò il nome Patrimonium per denotare la Tuscia romana, ma in prima, col nome di Patrimonium S. Rom. Eccl. era appellato tutto il territorio da Radicofani a Ceperano (Cenni, Monum., II, 210). Erroneamente si fecero derivare dall’eredità di Matilde quelle terre, che più tardi furono chiamate Patrimonium. Chi soprattutto sa dire che cosa fosse siffatta eredità?