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Storia della città di Roma nel medio evo, vol. 4/8

Note 768 — LIBRO OTTAVO. STORIA DELLA CITTÀ DI ROMA NEL SECOLO DUODECIMO. (continued 4)

Renato Manzato translation

Tengo fermo il numero di cinquantasei, sebbene dai testi ne emergano cinquantasette o cinquantotto: mancando le interpunzioni, poterono facilmente farsi, di uno, due nomi. Vi è detto primamente: Jussu Senatorum Consiliariorum: Angeli Ser Romani de Pinea; Bobonis Stephani de Octaviano; Petri Stephani de Transtisberim; Romani Senebaldi; Rainerii Rinaldi de Ranucio; Johannis de Schinando; Cafari Bartholomei; Petri Nicolai Fusconis de Berta; Bobonis Donnae Scottae, et Ilperini Donnici. Di questi, i Boboni, gli Stefani, i Tebaldi, i Romani, i Rainerii appartenevano a famiglie antiche. Seguono i Senatori, fra’ quali non evvi uno solo de’ Pierleoni, de’ Frangipani, dei Colonna, ma un Petrus Leonis. Ei si può così poco comporre la storia de’ fasti del Senato medioevale, come di quelli dell’antico. Se ne fece un tentativo di già nel secolo decimosettimo: Giacinto Gigli (caporione di Campitelli intorno al 1655) scrisse una Cronologia dei Consoli, Priori e Magistrati di Roma (mscr. nella Bibliot. di Santa Croce in Gerusalemme); ma il suo lavoro privo di luce critica è quasi senza valore: tuttavia ancora il Vitale ebbe accettato le sue notizie. Un’altra Series Senatorum (1220-1712) raccolse il Crescimbeni da una Storia del Senato di Carlo Cartari (mscr.) e da un Catalogo dei Senatori negli Statuti dei Mercatanti di panni (del sec. XVI, nella Bibl. Chigi), il quale comincia coll’anno 1296 (Basilica di santa Maria in Cosmedin nel 1719, c. IV).

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